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giu 9

Scritto da: redazioneslowsealand
09/06/2012  RssIcon

A Mazara del Vallo incontri e degustazioni fino a domani sera


Dialogo e cooperazione tra i Paesi del Mediterraneo, individuazione di regole comuni e condivisione dell’impegno nella tutela delle risorse marine non solo da parte della piccola pesca costiera – per sua natura quasi “costretta” alla sostenibilità – ma anche da parte dei grandi pescherecci. Questi i messaggi lanciati ieri da Mazara del Vallo (Tp), durante la prima giornata di lavori di Slow Sea Land, la manifestazione organizzata da Regione siciliana e Slow Food Italia e dedicata al pescato siciliano e alle produzioni di eccellenza dell'agroalimentare dei Paesi del Mediterraneo. L’evento, organizzato con la collaborazione dell'ICE, del Comune di Mazara e del Distretto produttivo della Pesca, prevede un ricco programma di appuntamenti anche per oggi e domani.

Quello che ha sede a Mazara è il distretto più importante del Mediterraneo e rappresenta un modello economico e culturale di gestione della pesca e del territorio. Mazara è un crogiuolo di culture del Mare Nostrum, popoli che da sempre hanno convissuto pacificamente nella cittadina. E proprio qui in questi giorni si incontrano i rappresentanti di Algeria, Libia, Marocco, Mozambico, Tunisia e Turchia, solo per citarne alcuni, riuniti nell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, per confrontarsi sulla gestione condivisa delle risorse ittiche e sul futuro del mestiere di pescatore.

I dati presentati ieri a Slow Sea Land sullo stato di salute della pesca siciliana nell’ultimo anno riflettono l’andamento generale della crisi del settore: un forte ridimensionamento che si concretizza nella dismissione di 81 battelli dell’isola e nella perdita di circa 2000 posti di lavoro (Rapporto annuale sulla pesca e sull’acquacoltura in Sicilia 2011, realizzato da Distretto produttivo della pesca, Osservatorio della pesca del Mediterraneo e Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari dipartimento degli interventi per la pesca); Scarica qui il Rapporto annuale 2011.

Un’analisi superficiale di questo dato farebbe supporre una riduzione della pressione di pesca sul Mediterraneo, ma in assenza di politiche gestionali condivise questo non può accadere, e certamente l’auspicio espresso dai rappresentanti dei Paesi rivieraschi, riuniti a Mazara in questi giorni è che non sia la crisi a permettere al mare di ripopolarsi, ma politiche lungimiranti e interconnesse tra le varie “anime” del settore e i diversi continenti.

Nel programma di domani Slow Sea Land presenta i convegni Lavoro, Diritti, Integrazione dei Popoli del Mediterraneo: Il ruolo della Pesca Siciliana alle 9,30 e Il Pescato Mediterraneo: Risorsa Economica e Benessere del Cervello alle 15; e i Laboratori del Gusto Dal cibo alla salute alle 18,30 e Dal cibo alla salubrità dell’acqua alle 21.

A partire dalle 17 le vie e le piazze del centro storico mazarese si trasformano in un vero e proprio suq con decine e decine di produttori, alcuni dei quali provenienti da Paesi dell’Africa mediterranea, sub-sahariana e del Golfo, che espongono pesce, olio, vino, cereali e ortofrutta. L’area espositiva è arricchita dalla presenza dei Presìdi Slow Food siciliani: l’ape nera sicula e la susina bianca di Monreale, la cuddriredda di Delia e la manna delle Madonie, il limone interdonato e il sale marino integrale artigianale di Trapani, la provola dei Nebrodi, accompagnaai dal pane nero di Castelvetrano e dai salumi di suino nero dei Nebrodi (www.presidislowfood.it). Una piacevole sosta è offerta dalle tre Cucine di strada, con i classici della pasticceria siciliana, la gastronomia e la tavola calda, elementi tipici della cultura isolana e le immancabili olive all’ascolana. (foto da sx Carlo Petrini, Giovanni Tumbiolo)

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