Visita Mazara del Vallo, città di storia e di mare

«Nel porto-canale, le grandi barche da pesca arrivano ad ogni ora, ad alta
notte, all’alba. Il pesce brilla nelle ceste, per terra, nei mercati attorno alle
antiche costruzioni saracene. Quello di questi marinai non è un mestiere facile,
ma duro e povero».

CARLO LEVI, «Mazara», in ABC. Giornale della domenica, n. 12, Milano 1960, p. 8.


Centro agricolo e marinaro della Sicilia sud-occidentale in provincia di Trapani, sul Mediterraneo, alla foce del fiume Mazaro, all'estremita' meridionale della bassa pianura occidentale, Mazara deve alla presenza del fiume e alla naturale conformazione del porto canale una ragione della sua origine e crescita urbana, e del suo recente sviluppo economico e demografico
 
Mazara del Vallo sorge su un antico sito fenicio posto lungo la costa occidentale della Sicilia, tra Capo Boeo e Capo San Marco, sulla sponda sinistra della foce del fiume Màzaro e ad una distanza di circa 200 km dalle coste della Tunisia. Si tratta di un grosso centro di circa 51.424 abitanti, il cui centro storico, un tempo era racchiuso dentro le mura normanne, con le numerose chiese monumentali e un suggestivo quartiere a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, chiamato Casbah.
La città è stata un centro commerciale greco ma ha conosciuto il suo massimo splendore sotto la dominazione araba e successivamente normanna. Nel tempo, grazie alla sua posizione geografica, qui si sono mescolati popoli diversi come i Fenici, i Greci, i Cartaginesi, i Romani, i Bizantini, i Vandali, i Goti, gli Arabi, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi, i Borboni e infine una buona percentuale di Africani che ancora oggi vi abitano. Sono circa 3000 gli immigrati, provenienti in larga misura dal Maghreb (ma oggi anche dal mondo slavo) che vivono in città da oltre 30 anni, impiegandosi nelle attività agricole, pescherecce e artigianali. L'economia si basa principalmente sulla pesca, l'agricoltura, l'industria cantieristica e alimentare.




Mazara del Vallo è sede della più grossa flotta peschereccia del Mediterraneo che pratica pesca d'altura. E' stato proprio uno di questi pescherecci, nel marzo del 1998, a recuperare, nelle acque del canale di Sicilia, a circa 480 metri di profondità, una scultura bronzea alta circa due metri dal peso di oltre 96 kg, meglio conosciuta come 'Satiro danzante'. Il Satiro che oggi è ospitato nell'omonimo museo, all'interno della Chiesa sconsacrata di Sant'Egidio (1424), è un rarissimo esempio di statuaria bronzea greca e molto probabilmente è stata realizzata da Prassitele, scultore greco vissuto in età ellenistica ed attivo tra il 375 ed il 326 a.C.). Flesso sul fianco destro, con le braccia distese in avanti e le ciocche di capelli al vento, è colto nell'attimo in cui sta compiendo un salto sulla punta del piede destro sollevando contemporaneamente la gamba sinistra.


    



Mazara del Vallo ospita numerosi monumenti che rievocano le diverse culture che hanno caratterizzato il suo territorio. Il suo centro storico, chiamato Casbah (più correttamente Medina), è di matrice araba ed è caratterizzato da un groviglio di stradine che ricordano le medine islamiche. Cuore pulsante della città è il suo porto, sempre gremito di gente impegnata nella compravendita del pesce, e proprio qui vicino si trova la chiesa normanna di S. Nicolò Regale, edificata nel 1124. Costruita sotto Guglielmo I, è un incantevole edificio a pianta quadrata con le tre absidi e la cupola centrale a berretto d'eunuco, tipiche dell'architettura arabo-normanna. All'interno, sotto il pavimento, sono stati scoperti alcuni mosaici di epoca paleocristiana posti probabilmente sopra un pavimento di epoca romana. Addentrandosi nel centro si giunge in piazza Plebiscito, delimitata dall'armonica facciata di S. Ignazio (XVIII sec.) e dall'attiguo ex-collegio dei Gesuiti (XVII sec.). Non ha pari la grandiosità e la ricchezza del Chiostro del Collegio dei Gesuiti, con le sue 24 colonne doriche e la meraviglia degli archi imponenti che lo cingono come in un abbraccio. Piazza della Repubblica, è la principale piazza cittadina sulla quale si affacciano, oltre alla Basilica-Cattedrale, il Palazzo Vescovile del XVI secolo e il Palazzo del Seminario vescovile, del 1710, in assoluto uno degli edifici più belli di Mazara. La Basilica-Cattedrale, sorta in epoca normanna, al posto di una precedente moschea per volere di Ruggero I, è stata ricostruita completamente alla fine del XVII secolo in forme barocche, per opera di Don Pietro Castro. All'interno si conserva il gruppo statuario rappresentante la Trasfigurazione di Antonello Gagini. La facciata, terminata nel 1906, è decorata da un portale ornato da un bassorilievo cinquecentesco che raffigura Ruggero I a cavallo. La base su cui poggia l'insieme è un maestoso tabernacolo rinascimentale. Nella chiesa sono conservati molti sarcofaghi di epoca romana. Interessante anche il Museo diocesano, inaugurato nel 1993 in occasione del nono centenario della fondazione della diocesi, che raccoglie il ricco patrimonio di argenti della cattedrale. Altre chiese da vedere sono quella di San Michele del XII secolo, con annesso convento femminile benedettino, quella di Santa Caterina del 1318, rimaneggiata in epoca barocca, quella di San Francesco esempio di barocco siciliano, ricco di policromia e decorazioni. Piazza Mokarta con la splendida vista sul lungomare Mazzini è da sempre tappa obbligatoria per quanti vanno in centro a fare shopping. Domina la Piazza l'Arco Normanno, ciò che rimane del castello fatto erigere dal conte Ruggero nel 1072 per difendere la città dai saraceni. Subito dopo fra le sue mura si tenne il primo Parlamento Siciliano.


        



Mazara, sorgendo sulla foce del fiume Màzaro, gode di una posizione geografica strategica, e per questo motivo per secoli ha conosciuto diverse dominazioni. La zona è stata abitata già dal XIII sec. a.C. come dimostrano alcuni reperti risalenti al Paleolitico superiore. L'antica cittadella, che si chiamava Roccazzo, era poco distante dalla città e costituisce una delle più grandi necropoli scoperte in Sicilia. Nell'VIII sec. a.C. i fenici vi costruirono un'importante emporio mercantile e lo chiamarono Mazar, cioè 'rocca' che costituiva anche il confine naturale tra i greci selinuntini e i fenici moziesi. Inizialmente divenne avamposto di Selinunte, mentre nel 406 a.C. si schierò dalla parte di Segesta che con l'aiuto dei Cartaginesi si impose su Selinunte. Nel 392 a.C. passò sotto il dominio di Siracusa, ma nel 378 fu riconquistata dai Cartaginesi che vi rimasero fino al 210 a.C. In seguito alla prima guerra punica il territorio mazarese venne amministrato dai romani, occupato dai Vandali, dai Goti e nel 535 d.C. dai Bizantini. Nell'827 la conquista della Sicilia da parte degli Arabi iniziò da Capo Granitola nel territorio di Mazara del Vallo. Gli arabi divisero la Sicilia in tre circoscrizioni: Val di Mazara, Val Demone e Val di Noto e grazie all'avvento di nuove culture come limoni e aranci e alle nuove tecniche d'irrigazione diedero un buon impulso all'agricoltura. Anche l'attività portuale tornò agli antichi fasti per la ripresa degli scambi commerciali con i paesi africani e spagnoli. Mazara inoltre, divenne un importante centro di studi islamici per l'insegnamento della letteratura, della poesia, del diritto e delle religione. Con l'occupazione dei Normanni (1072) fu istituita la Diocesi di Mazara del Vallo. Alla morte di Federico II di Svevia (1250) la città passò in mano agli Angioini e successivamente agli spagnoli Aragona ( dal 1282 al 1409) che parteciparono alla decadenza politica, economica e demografica del territorio. In virtù della Pace di Utrecht nel 1713 passò ai Savoia per 5 anni, poi 16 anni sotto il dominio austriaco ed infine nel regno delle due Sicilie sotto il dominio di Carlo di Borbone. Durante il dominio borbonico sorsero numerosi stabilimenti per la lavorazione del pesce e dell'uva. Mazara oggi è uno dei porti pescherecci più importante e baluardo insuperabile di una ricca, antica e originale cultura marinara. (foto De Santi)

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